domenica 18 maggio 2008

La scala dei valori


Chi paga al poeta una poesia? Un'occhiata in ritardo a un articolo di alcuni giorni fa. Il solito elenco di contribuenti vip & presunti tali dell'anno di grazia 2005, quello che ha provocato sconcerto e indignazione. Bene, indigniamoci allora. Niente cifre (si trovano dappertutto). Solo proporzioni. Alda Merini, poetessa che di poesia non può vivere, guadagna poco più di niente. Costantino Vitagliano, faccia immobile da pubblicità, dichiara una cifra che è 460 volte quella della Merini. Senza rancore: è solo il primo che ho trovato, in mezzo a questo colorato popolo di veline & tronisti, per azzardare il confronto.

Così si valutano i talenti, da queste parti, nell'anno di grazia 2005. E in quelli successivi, immagino.

Questa è una poesia di Alda Merini

Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia
legalo con l'intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
che portino la pace ovunque
e l'ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell'acqua del sentimento.

Proverò a leggerla a mio figlio, quando inizierà a capire il senso delle parole.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

La poesia è meravigliosa. La leggerò alle mie bimbe, cosi, perchè sicuramente male non fa. Ne attendo altre, sono sicuro ne pescherai ancora.
Bartolino

Anonimo ha detto...

Marco,leggigli,anzi,cantagli questa(se vuoi la traduzione te la farò e te la suonerò)
''Fizu me'' PIERO MARRAS
Amus a fachere brullas a su entu:
chelu serramus a intro 'e un'appusentu,ma promittimus de lu liberare,si nos azudat totus a bolare.
Amus a ponnere arcos de cariasa
e murichessa e fozas chentu e rosa
in sas bentanas e in soru de sa janna,amus a fachere una festa manna.
Lu bies fizu me'
sos sonnios nostros commo andan a pe'
lu bies fizu me' :
tue prinzipeddu e deo so' re.
Amus a murghere s'anima e su coro,
su chi 'nde bessit balet prus de s'oro,
amus a paschere sonnios e disizos,
chi potan creschere teneros che lizos!
Amus a ponnere prantas de ispera,
che las ponimus in tottu sa carrera,
amus a cherrere paches in totube,
benzat su sole e ch'essat custa nube.
Lu bies fizu me'
sos sonnios nostros commo andan a pe',
lu bies fizu me'.....tue prinzipeddu e deo so' re. ABU SEBA

marco tarozzi ha detto...

Grazie mille, Abu Seba.
Se non mi aiuti, passerò dieci anni a cercare di tradurla. Ma già così suona benissimo, come la tua lingua meravigliosa.

Anonimo ha detto...

Ieri ero a Parma dove il Savena u.16 ha vinto il torneo ''Citta di Parma''.Luisella era a casa e ha passato gran parte del pomeriggio con Elisa e Matteo.......Ormai ci siamo...e allora Fizu me'(figlio mio)potrai cantargliela in italiano:
Figlio mio
Faremo degli scherzi al vento,
lo chiuderemo dentro una stanza,
ma promettiamo di liberarlo,
se ci aiuterà ad imparare a volare.

Metteremo alle porte di casa e sulle finestre alberi di ciliegie,
more e centinaia di foglie di rosa
e faremo una grande festa.

Lo vedi figlio mio,i nostri sogni ora vanno a piedi(stanno camminando),
lo vedi figlio mio :''Tu sei un principino ed io un re''

Mungeremo l'anima e il cuore,
quello che verrà fuori vale più dell'oro,
culleremo sogni e desideri,
che possano crescere teneri come i gigli!
Coltiveremo piante di speranza,
le mettereno in tutte le strade,
desidereremo la pace in tutti i
posti,
''Venga il sole e vada via questa nuvola''!
Lo vedi figlio mio ,
i nostri sogni ora vanno a piedi,
lo vedi figlio mio:
''Tu sei un principino ed io un re"
A mezzus bidere Abu Seba

marco tarozzi ha detto...

Grazie mille, Abu Seba.
E' davvero bellissima. Dunque, ora non ci resta che attendere... Matteo ha i suoi tempi...
Marco