sabato 19 maggio 2018

Fermata provvisoria




E mi porterò via
tutto questo.

Le parole e le canzoni
- gli impermeabili di Paolo
le nuvole di Giorgio
i licantropi di Bobo
la tromba di Chet e tutto
il soul di Zio Marvin-

Le inutili scommesse
le lacrime che non voglio far vedere
e quelle improvvise
che arrivano
quando intorno è buio e silenzio
e mi chiedo la ragione
e accidenti la so

Il solito cassetto di ricordi
da diffondere
su social già invecchiati
per strappare un ohhh di meraviglia
e un pugno di like
che ravvivano l’esistenza

La mia vita la tua
ingarbugliate
intrecciate come braccia gambe
cuori che soffocano
in cerca di un amore
che sia nuovo e diverso
che sia
comenessunaltrocen’è

I libri anche
che qualcuno un giorno
getterà senza più leggerli
e c’erano dentro – accidenti -
le frasi segnate
a matita
la chiave di me
- ma a chi mai
sarebbe poi interessato? –

Un passato di gloria
un presente in bilico
un futuro che niente, non c’è tempo
che a pensarlo mi stanco

E mi porterò via tutto questo
- e naturalmente
i tuoi occhi -
(mt)

venerdì 18 maggio 2018

In conclusione




Così, in conclusione, potrei dire
che è così che va la vita qui.
Bevi un po' di caffè, dormi un poco...
E' tutto campato in aria.
Specialmente noi
che siamo io.

(Ted Berrigan)

(Nell'immagine, un'opera di Giulia Dall'Olio)


mercoledì 16 maggio 2018

Ammalarsi

Ci siam detti che l'amore
È soltanto malattia
E che presto con il tempo
Passa e vola via

Ci siam detti che l'amore
Dà soltanto un po di febbre
E che presto si guarisce
E non ne resta niente 

E così siamo di fronte
Al muro dell'indifferenza
Che ci evita la gioia
Perché porta sofferenza

Ma io a guardarti dentro
Nel fumo dei tuoi occhi
Sento di ammalarmi

E sembra di trovarmi
In posti mai visti
Che importa se ti perdi?

E ora tutte 'ste parole
E opinioni sulla vita
La tua voce è un dolce soffio
Che non so più decifrare

E fisso le tue labbra
Che ho voglia di baciare
E poi vedo che capisci
Che non stavo ad ascoltare

Vorrei chiuder questa bocca
E abbracciarti senza dire
E poi stringerti più forte
E con te vorrei morire

Ma io a guardarti dentro
Nel fumo dei tuoi occhi
Sento di ammalarmi

Che sembrano due stelle
Di posti mai visti
Che importa se ti perdi?


Bobo Rondelli – da “Anime Storte”

lunedì 7 maggio 2018

Bonus Track




BONUS TRACK
(nov 2017-mag 2018)


Sono comunque
sei mesi in più

La tabella di marcia dice
che ho lavorato
a volte con passione
altre con noia
che ho scritto una storia da film
che ho allenato un maratoneta
che ho sentito il cuore
infilare sentieri inaspettati
che ho ripreso a correre
con ginocchia cigolanti
che ho visto crescere mio figlio
che a volte ho usato parole fuori luogo
che a volte ho tenuto dentro
parole che bruciavano
fino a farmi bruciare
che ho raccontato storie
che ho scritto un libro su commissione
che ancora non ho scritto una riga
di quello che mi hanno appena commissionato
ma è ancora presto
per non dormirci la notte
che ho lavorato con quella che una volta
si chiamava professionalità
senza che questo mi assicuri
una rendita tranquilla
e tranquille colazioni sull’erba
a primavera
che ho sentito vibrazioni
che non ricordavo
senza riuscire a fare uscire
le parole che non ho mai
dimenticato

Sono comunque
sei mesi in più
e se non altro sono serviti
a capire
che ogni istante che arriva
va respirato forte
come fosse proprio quello
che avevi sempre aspettato

(mt)

martedì 24 aprile 2018

Una parola


Ho fatto un gioco oggi.
Scrivevo una parola
e la cancellavo
subito
per non lasciarla uscire
perché restasse nascosta
tra le pieghe
della mente.
Scrivevo una parola
senza vergogna
ma non l’ho fatta uscire
perché a questo mondo
non c’è solo la vergogna
con cui misurarsi.
Scrivevo una parola
e dentro c’erano occhi diversi
qualcuno che capiva
anche senza che uscisse
Così è stato facile
tenerla lì
scriverla e cancellarla
altro che le x e le y
delle vecchie Olivetti
che se guardavi in controluce
saltava fuori tutto.
Ho fatto un gioco oggi
Scrivevo una parola
e mi sentivo speciale
a tenerla dentro
per un minuto
per un’ora
per una vita o chissà.
Un gioco complicato
- piuttosto stupido -
di quelli che ti prendono
e quando smetti
ti resta addosso
(o dentro)
una specie di affanno
una voglia
di dimenticarla lì
sotto gli occhi di tutti.

(MT, 2018)

giovedì 19 aprile 2018

Passano le nuvole


E' un portacenere fragile
Con un disegno bellissimo
Con sopra scritta una massima
Davvero azzeccatissima:
"Passano le nuvole, ma il cielo resta sempre lì"
Blu, come i tuoi occhi blu
Che ritornano a sorridere

Passano e ripassano
Ma il cielo resta sempre lì
E' un portafortuna sai
Stai attenta che se scivola
Può rompersi

E' un portacenere fragile
Che ha traslocato moltissimo
Intanto con le sue nuvole
Su sfondo azzurro sfumato in blu
E quella splendida massima:
"Passano le nuvole, ma il cielo resta sempre lì"
Blu come i tuoi occhi blu
Che ritornano a sorridere

Passano e ripassano
Ma il cielo resta sempre lì
Stai attenta è fragile
Se ti scivola … ti cade sai …
Non vorrei mai


(Giorgio Conte)



martedì 3 aprile 2018

Cinquant'anni...



"La salvezza dell'uomo è nelle mani dei disadattati creativi"
(Martin Luther King)