giovedì 20 dicembre 2012

Post-it


Pà, è passata
una macchina sotto casa
che dovevi vedere...

Stesso modello, stesso colore,
stessa ammaccatura, più o meno
nello stesso punto.

Per un momento ho pensato
che fossi passato a prendermi
per il nostro pranzo settimanale
volante
nel ristorante al neon
dei compagni dell'Arci.
Poche parole
non abbastanza per capirci
ma sufficienti per tenere
in qualche modo
a galla le nostre
vite.


Ma è impossibile rifare la realtà,
dicono.
Hai una sola corsa
e ti registrano in diretta.
Pà, semplicemente
chissà se ne riparleremo un giorno.
Ci sta se hai una fede,
un astro in cui credere,
qualche certezza.


Vedi di star bene, dove stai.

 

martedì 11 dicembre 2012

Godersi la gita




Rimane il fatto che, in ogni modo, capire la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. Ma se ci riuscite... Beh, siete fortunati.

 (Philip Roth, "Pastorale americana")

mercoledì 5 dicembre 2012

Sentirsi Truman



Ormai è uno show. Un Grande Fratello globale. Cantanti impegnati che indicano la via, cantanti disimpegnati che ci strimpellano sopra. Gente che si incazza e dà la colpa al mondo per il proprio fallimento, non avendo spessore né carattere. Tutti contro tutti, e più nessuna voglia di ascoltare, di dialogare.
“La misura è colma”, sì. Ma “la misura è colma” è anche una giustificazione alla nostra incapacità di essere vivi, veri, alla nostra vanità.
Potremmo cambiare davvero le cose, se solo uscissimo tra la gente e non affidassimo le nostre invettive alla tastiera di un computer, a facebook o a 140 stupidi caratteri di twitter, restando comodi di là dallo schermo.
Potremmo cambiare prima dentro noi stessi, poi tutti insieme. Migliaia di mondi che si incontrano e fanno un mondo.
Ma ormai siamo soli anche dentro noi stessi. E cerchiamo qualcuno che pensi anche per noi. Con la sua testa, purché ci risparmi il problema o faccia finta che il suo pensiero sia anche il nostro.


Non ho bisogno di un guru, di una guida, di uno che parli a nome di tutti. Non ho bisogno di maestri del pensiero che vivono lontani dalla realtà. Ho bisogno di me. Di trovare lucidità. Di pensare con la mia testa, di sbagliare con le mie mani. Ho bisogno di sentirmi vivo, di restarci sempre.