sabato 25 agosto 2012

E io so ancora aspettare?...



LO STRANIERO: Ehilà, Drugo.
DRUGO: Mi chiedevo se t'avrei rivisto.
LO STRANIERO: Non potevo perdermi le semifinali.
DRUGO: Ah, sì.
LO STRANIERO: Come ti vanno le cose?
DRUGO: Beh, sai, qualche strike e qualche palla persa.
LO STRANIERO: Come ti capisco.
DRUGO: Ah. Grazie, Gary. Beh, tu stammi bene. Io torno alla partita.
LO STRANIERO: Certo. Prendila come viene.
DRUGO: Sì, sì.
LO STRANIERO: So che lo farai.
DRUGO: Sicuro, Drugo sa aspettare.
LO STRANIERO: Eh, eh, eh!
DRUGO: Walter!
LO STRANIERO: Drugo sa aspettare. Non so voi, ma personalmente la cosa mi conforta. È bello sapere che lui è in giro, "il drugo", che la prende come viene, per noi peccatori. Accidenti! Spero proprio che la vinca, la finale. Con questo direi che abbiamo concluso, è praticamente tutto. Le cose sembrano essersi messe bene per Drugo e Walter. È stata una bella storia, pulita. Non vi sembra? Mi ha fatto proprio ridere. Almeno in certi punti. Mi è dispiaciuto che Donny se ne sia andato. Ma, d'altra parte, ho saputo che c'è un piccolo Lebowski in arrivo. Credo che sia questo il modo in cui la dannata commedia umana procede e si perpetua. Di generazione in generazione, la carovana che va ad ovest attraverso il deserto, nel tempo, fino a... ma guarda un po', ho ricominciato a vaneggiare! Beh, io spero che vi siate divertiti e che ci vedremo ancora lungo il cammino. Ehi, amico, t'è rimasta un po' di salsapariglia? Quella buona.

giovedì 2 agosto 2012

Trentadue anni...



Pensammo alla vecchia polveriera. A un aereo. Mia mamma, dopo, aveva la faccia di chi non avrebbe mai pensato di ritrovare i rumori e gli umori cupi della guerra. Dopo, quando ci dissero. Prima di contare i morti, le ferite fuori e dentro. Hanno dimenticato in tanti. Io non posso, scusate. Ero qui, in questa città che si smarrì in un silenzio irreale. Sembrava colpita a morte, e in qualche modo non è stata più la stessa. La mia città. I miei, i nostri morti. No, io non dimentico.