mercoledì 16 novembre 2011

La casa dei libri


Questa è una bellissima biblioteca, molto fornita, molto americana, e l'ora è perfetta. È mezzanotte. La biblioteca dorme profondamente. Come un bimbo che sogna, la porto dentro l'oscurità di queste pagine. Adesso la biblioteca è "chiusa", ma io non devo tornare a casa, perché è questa la mia casa, da anni. Del resto, devo stare sempre qui. Rientra nelle mie mansioni. Non vorrei darmi il tono d'un piccolo burocrate, però mi spaventa solo l'idea che possa venire qualcuno e non trovarmi.
Da ore siedo a questa scrivania, a fissare gli scaffali in penombra, zeppi di libri. Amo la loro presenza, il modo in cui fanno onore al legno su cui posano. Sta per piovere, lo so.
Le nubi hanno giocato col sereno del cielo tutto il giorno, alla fine si sono insediate, con i loro plumbei tabarri, ma finora niente pioggia.
Ho "chiuso" la biblioteca alle nove. Ma se arriva qualcuno con un libro, basta che tiri il cordone della campanella, per distogliermi da qualsiasi altra attività: che dorma o cucini, che mangi o faccia l'amore con Vida. Vida sarà qui a momenti.
Stacca dal lavoro alle undici e mezzo.

La casa dei libri, Richard Brautigan