martedì 30 marzo 2010

Postelettorale (post elettorale?)


Martedì sera, sulla trasversale di pianura. Sotto un acquazzone di primavera. Nuvole nere e squarci di sole lontano, verso Modena. Radio accesa nella giornata dei bilanci. Uno incolpa l'altro per non guardarsi dentro. L'altro reagisce attaccando, urlando, sfanculando secondo copione. Quello ha vinto, questo ha vinto, loro hanno vinto. Hanno vinto tutti. Finché vivono in questo loro mondo altro, vincono. Il mondo vero è un'altra cosa. Si sgretola, stesso destino delle idee, che non ci sono più.

Il cielo si spalanca, perché la primavera il suo mestiere lo conosce. Esce l'arcobaleno più grande che abbia mai visto. Completo, da qui a laggiù, nitidissimo anche nelle divisioni dei colori, che non hanno niente a che fare con quelle divisioni là.

Accosto. Spengo la radio.

Sto in silenzio e ascolto il silenzio, finalmente. E guardo.

Se mai fosse un segnale, beh, grazie.

lunedì 8 marzo 2010

Un oscar per Drugo

... and the Oscar goes to
Jeff Bridges

L'ultimo spettacolo, 1971, di Peter Bogdanovich
Città amara, 1972, di John Huston
Una calibro 20 per lo specialista, 1974, Michael Cimino
Il gigante della strada, 1976, di Bob Rafelson
I cancelli del cielo, 1982, di Michael Cimino
Starman, 1984, di John Carpenter
Il mattino dopo, 1986, di Sidney Lumet
Ci penseremo domani, 1989, di Alan Pakula
I favolosi Baker, 1989, di Steven Kloves
La leggenda del re pescatore, 1991, di Terry Gilliam
Fearless, 1993, di Peter Weir
Il grande Lebowski, 1998, di Joel ed Ethan Coen
Inganni pericolosi, 1999, di Matthew Warchus
Seabiscuit, 2003, di Gary Ross
Crazy Heart, 2009, di Scott Cooper

Insomma, era ora.
Complimenti, Drugo.