lunedì 6 ottobre 2008

"Acido Lattico" incontra Steve Prefontaine



Grazie (in ritardo) a Saverio Fattori, talento di scrittore che neppure le brume della Bassa bolognese riescono a nascondere. Ci ha regalato tre gemme preziose ("Alienazioni Padane", "Chi ha ucciso i Talk Talk" e il recente "Acido Lattico"), grazie anche al coraggio e alla lungimiranza della sua casa editrice, Gaffi Editore. Ammiro quello che scrive, e dunque mi fa felice sapere che ha apprezzato "La leggenda del re corridore", la mia biografia su Steve Prefontaine. Di più: mi dà gioia l’idea di aver conquistato un nuovo adepto alla causa del Pre. Quando ho scritto quel libro, l’ho fatto per coronare un lungo sogno personale. Non immaginavo neppure che il "popolo di Pre" fosse così numeroso anche in Italia. Prima o poi, dovremmo fondare un club intitolato a quel ragazzo, e al suo modo sempre coerente e mai arrendevole di vivere. Con Marco Marchei, direttore di "Runner's World Italia" e carissimo amico, ne parliamo spesso. Chissà che un giorno...
Per festeggiare in qualche modo l’occasione, emtro domani pubblicherò una "chicca" su Pre "italiano", che coinvolge anche un grande dell’atletica azzurra che in qualche modo mi è stato maestro.
Intanto, la recensione che Saverio ha dedicato alla "Leggenda" sul suo blog, http://saveriofattoriacidolattico.blogspot.com/

ACIDO INCONTRA STEVE PREFONTAINE
Grazie a Marco Tarozzi e alla sua splendida biografia, LA LEGGENDA DEL RE CORRIDORE uscita per i tipi della Bradipo Libri. In realtà il Prè stava da qualche parte del mio cervello, in un articolo tampone su un vecchio Atletica maneggiato da bambino. Nella mia ignoranza pensavo superficialmente che il vero "merito" potesse essere quello di non essere sopravissuto. Insomma, che quel tremendo schianto in quel maledetto maggio del 1975 avesse reso mito eterno un eccellente atleta come tanti, inciampato a soli 24 anni. Ma Acido sbaglia, troppa acidità. Il mio ricordo era legato a un’estetica che oggi sbiadisce, foto in bianco e nero, canottiere un po’ larghe sulle costole, gli atleti anni Settanta, baffi e capello lungo, come Franco Fava, Pippo Cindolo, Marcello Fiasconaro. Organismi perfetti e aspetto trasandato, coerente allo spirito ribelle di quegli anni. Così lontani. Maledettamente lontani. Porca puttana. Atleti gira mondo, così lontani da quel testa di cazzo Claudio Seregni l’io narrante di Acido, figura tragica e inutile. Il Prè incarna l’America che mi piace. L’atletica che mi piace. Poi partiva forte e correva al massimo, a tempo, per arrivare presto, prima che la crisi lattacida lo piantasse da qualche parte sulla pista. Anch’io nel mio misero corro guardando solo avanti. E faccio dei bussi memorabili. Io non perdo niente. Qualche figuraccia. Il Prè ci rimise una medaglia a Monaco ’72. Il destino gli deve qualcosa, una fottuta rivincita. A Montreal quattro anni dopo avrebbe rincorso quel vichingo col sangue nuovo e fresco che correva come un ragioniere e andava forte solo quando doveva andare forte. E forse nei 10 000 il Prè avrebbe stroncato il ragioniere vichingo.Se di questa storia ne sapete poco o nulla, o non abbastanza, se vi ho confuso solo le idee, leggetevi il libro di Tarozzi.


Saverio Fattori

18 commenti:

giovannino ha detto...

Finalmente un Tarocci d'annata. Altro che quelle pippe comparse sulla Stumpa per una mera questione di addetto stampa. Ecco il miglior lato di Tarozzi. Il Tarozzi poeta e scrittore. Nonché papà di Sgummo

Poldo ha detto...

Io Tarozzi lo vedrei bene su un volume su Guareschi

La Speranza ha detto...

Che bella storia.
Tarocci ne potrebbe raccontare di più. Perché non fai un libro?

Anonimo ha detto...

Quello su Pre c'è ed è davvero entusiasmante. Ha il merito di averci fatto conoscere un campione che negli Usa è leggendario. Ciao, Fabri

Sgummino ha detto...

Vedi, è la dimostrazione di quello che ripeto da tempo. Se anziché scrivere per te, lo fai anche per gli altri (a uso e consumo) i commenti si sprecano. Medita, TArocci, medita

Questione di coscienza ha detto...

Sì, però se il titolare di questo blog fa lo snob e non si degna mai di intervenire...
Comodo sproloquiare e poi non rispondere mai né a un quesito né a una provocazione

Il dubbioso ha detto...

Ma, qua lo chiamano in causa tutti, ma lui non risponde. Secondo me non esiste nemmeno. Chi è che non esiste? Ma Tarozzi, ovviamente

l'acido ha detto...

Un parolaio che non parla, però, che razza di parolaio è?
Tarozzi, sveglia. Aspettiamo delle risposte

marco tarozzi ha detto...

Sono curioso di sapere chi sia Sgummino. Non mi pare che Matteo mi abbia sottratto il computer di nascosto.
Comunque sia, il libro prossimo venturo ci sarebbe anche. Anzi, c'è: uscirà prima di Natale, il titolo è "La voce del campione" (grazie a Witness per l'idea) e raccoglie 25 storie-intervista "di sport e passione a Bologna". Ovviamente, Minerva Edizioni. Copertina di Matitaccia e prefazione del Civ.
Più parolaio di così...

Sgummino ci riprova ha detto...

A: quanto costa il volume?
B: qual è la data esatta dell'uscita.
C: perché rispondi ai quesiti solo se trovi una firma famigliare (leggasi Sgummino)
D: non dare ad altri meriti che sono tuoi (leggi il titolo del libro)
E: la copertina sarà a righe come le ormai leggendarie camice (o camicie?) del Civ
F: quali altri volumi dobbiamo attenderci da Minerva e dal prode Mugavero?

La Camicia di Civ ha detto...

Vedete, Tarocci ora non risponde nemmeno a Sgummino. Non è proprio bello

L'uomo che scalò San Luca ha detto...

Non si parla mai di ciclismo in questo dannato blog=

marco tarozzi ha detto...

Allora, chiunque tu sia (ma ho un'idea):

1) prezzo di copertina ancora da decidere (non da me, ovviamente)
2) data esatta no, ma indicativamente tra il 20 e il 25 di novembre
3) ma io veramente rispondo sempre, nei limiti del possibile...
4) il titolo mi è stato effettivamente suggerito da Witness. C'erano due alternative, ma questo è piaciuto a Matitaccia che ci ha costruito su una splendida copertina, e a quel punto è diventato ufficiale
5) del Civ non troverai camicie, ma una bella prefazione
6) a marzo, sempre per la collana "Sul filo di Lana", uscirà il numero 4, la biografia di Angelo Bergamonti, grande centauro degli anni Sessanta e primi Settanta, raccontato da chi lo conosceva bene... poi il numero 5, l'autobiografia di Venuste Niyongabo (titolo provvisorio: "Corsa all'oro").
Fuori collana, segnalo a fine anno il libro sui 60 anni della Uisp, curato da Bruno Di Monte e Franco Vannini.
Ho soddisfatto la tua curiosità?

per lo scalatore: presto arriveremo anche al ciclismo

Sgummino Lettore ha detto...

E Giovannino Guareschi dove l'abbiamo messo?

Il Giusto ha detto...

Ahi ahi ahi, niente parole su Guareschi. Abbiamo toccato il tasto dolente: lo avete oscurato ancora una volta. Nessun problema, ci ha già provato De Gasperi nel '54, ci provarono Dc e Pci negli anni Sessanta. Per fortuna di quel galantuomo di Giovannino si parla ancora...

l'uomo qualunque ha detto...

Un puffarolo. Tarozzi è un puffarolo. Avete visto con quale parsimonia centellina i suoi interventi? Ma chi crede di essere? Forse il suo grande amico Sasha Danilovic?

L'inquisitore ha detto...

Parafrasando un precedente blog, dov'è finito Tar Ozzi?
Mah

deja vu ha detto...

Ozzi Tar, dove sei? A guardare i lavori in corso sotto casa? Rispondi diavolo d'un uomo che un tempo faceva i 5.000 sotto i 15'