giovedì 21 agosto 2008

Rarità di un poeta



Paolo Bertolani, poeta. Ha vissuto con semplice profondità, come i poeti veri sanno fare. Alla Serra di Lèrici, arrampicato in un entroterra dove non si cresce marinai, ma ad ascoltarlo bene si sente il rumore del mare. Di questa terra coltivata a fatica ha raccontato angoli, colori, piccole grandi meraviglie. Ha scritto cose splendide in italiano, e a un certo punto ha scelto di esprimersi in quel suo dialetto della Serra, così schivo e musicale. Era nato nel 1931, come mio padre. Se ne è andato nel 2007. L'ho sfiorato più volte, e per riserbo l'ho lasciato camminare sui suoi viottoli. Lui faceva la stessa cosa con Attilio Bertolucci, che fu suo faro e poi amico vero, quando lo incrociava a Lerici. Poi, un giorno, trovò il coraggio. Ricordava: “lo fermai in mezzo alla strada. Lei è Bertolucci? Che ho fatto, mi rispose intimorito”. Forse bastava fare semplicemente così. Non mi resta che leggerlo, rileggerlo, amare le sfumature della sua voce su carta.

I VIEI
I n'han pu
nomi. 'Ntè sto mondo
pao ome na tòa.
Sensa chèe
Sensa sòmi.
Te dime cose l'è
che me fa stae
cossì mae.
Se l'è pe 'sto snomasse
d'i vièi: nò savée
don'd i sbughe... O se l'è
perché ai vièi savemo
de podèe somigiàe.

I VIOTTOLI
Non hanno più /nomi. In questo mondo /piano come una tavola. / Senza cuore. / Senza sogni. // Tu dimmi cos'è /che mi fa stare /così male. /Se è per questo snominarsi /dei viottoli: non sapere /dove sbucano... O se è /perché ai viottoli sappiamo/di poter somigliare


RAITA' DA NEVE
... 'sta finta de neve...
s'la vèn – chì la no dua
na sporviadìna – ar pu.
Mae e parme e i fioi delicà
Da rivèa – i la sfan.
L'è come co 'a vita, che no te fe
'n tempo a die: mia ca stemo
vivèndo – e l'è finita
RARITA' DELLA NEVE
... questa finzione di neve /se viene – qui non dura /una spolveratina – al più. / Mare e palme e i fiori delicati /della riviera – la sfanno / E' come per la vita, che non fai /in tempo a dire: guarda che stiamo / vivendo – ed è finita

10 commenti:

L'austriaco e i suoi amici ha detto...

Ma dove sei finito? Ti stiamo cercando e non riusciamo più a trovarti

l'austriaco ha detto...

Siamo disperati: dove sono Tarozzi, l'Elisa e il professor Sgummo?

l'austriaco ha detto...

Tarocci, non rispondi nemmeno più al cellulare. Devo chiamare il 113?
Che faccio?

L'austriaco ha detto...

Il Tarocci è stato avvistato sul confine sulle tracce di Schwazer. Pare voglia sfidare la medaglia d'oro di Pechino sulla distanza dei 50 (metri). Chi vincerà? Forza Marco

Il critico di Pinarella ha detto...

Se uno ha un blog, non può andare in vacanza. I lettori, poi, si indirizzano su altri bloggers.
Vergognati

L'uomo deluso ha detto...

Bravo, hai fatto bene a cantargliene quattro. Tarozzi è un lazzerone che non risponde più nemmeno a Skype. Che tristezza, tradire così gli amici.

L'indovino ha detto...

AAA Blogger cercasi. Ormai tarozzi l'abbiamo perduto, non lo ritroveremo più se non felice, a saltellare nei boschi del Trentino e dell'Alto Adige, in compagnia di Sgummo. Felice, certo, ma senza rete e internet

Babbo comprensivo ha detto...

Ma scusate e se Tarozzi stesse semplicemente facendo il padre di famiglia?

Zagor ha detto...

Bella scusa quella del Tarozzi padre di famiglia. Perché, gli altri non ce li hanno i figli? Qua siamo arrivati al 2 settembre. Ditemi dunque dov'è finito Tarozzi. Nessuno sa più nulla di lui

Il comandante Mark ha detto...

Tarozzi puffarolo hai tradito i tuoi lettori. Sul Domani non ci sei più (e gli errori di stumpa nelle pagine sportive si vedono), su Runners bisogna aspettare una volta al mese. Sul blog non ci sei più. Quindi: Puffarolo