giovedì 19 febbraio 2009

Ricordando Massimo


Massimo avrebbe 56 anni oggi. Mi manca, e mi domando come si troverebbe uno come lui, capace di guardare con distacco e ironia al suo stesso mondo, dentro questa realtà di Isole dei famosi e Grandi Fratelli, di format che viaggiano trasversali sulle nostre teste, livellando i pensieri. Come si smarcherebbe da questa vita plastificata che ci costruiscono addosso.
Massimo si è fermato a quarantuno. Nel ’94. Aveva terminato il giorno prima le riprese de "Il Postino", il film che aveva voluto a tutti i costi, affidandone la regia all’amico Michael Radford perché sapeva di non farcela più, da solo. Prima dell’inizio delle riprese, in America gli avevano detto che il suo cuore malandato avrebbe avuto bisogno di un nuovo intervento, e anche urgente. Ma quel film, quella storia erano qualcosa di speciale. Qualcosa che sentiva sottopelle. La sua vita, in quel momento.
Così, Massimo andò avanti. Arrivò fino in fondo, prima di addormentarsi. E se a volte ci chiediamo cosa sia l’amore, ecco, quello fu un gesto d’amore immenso. Per quella creatura che cresceva come lui l’aveva immaginata. Per il cinema, per l’arte. Per la vita, che se ne stava andando.
Massimo avrebbe 56 anni oggi, e non l’ho mai dimenticato.

"Io, per esempio, non pensavo di diventa’ attore. Perché sentivo tutte le interviste dei grossi attori, sentivo che tutti avevano fatto ‘a gavetta, e tenevano ‘a famiglia che li contrastava. "No, mio padre mi voleva avvocato", "Mio padre mi voleva dottore…". Allora io pensavo di non riuscire perché ‘e me mio padre nun se n’importava proprio. Io dicevo: "Voglio fa’ l’attore". "E fa’ l’attore". Ma come? L’attore... E’ un mestiere, papà. ‘E donne, ‘e ccose…". "E beato a te. Io aggio faticato trent’anni dint’e ferrovie". Allora, dico, papà, io non ci riesco accussì….
Massimo Troisi

1 commento:

Anonimo ha detto...

So che sono completamente OT e che, oltre tutto, uso uno spazio pubblico per una questione privata ma non so in quale altro modo ringraziarti per la segnalazione a proposito del vecchio libro su Zatopek che son riuscito a recuperare in una biblioteca e sto leggendo con piacere. Grazie.
Giorgio