lunedì 9 giugno 2008

Matteo che colora la vita


Matteo ha scelto di arrivare molto presto di mattina.

Cambierà la mia esistenza, la nostra esistenza, giorno dopo giorno.

Cercherò di spiegargli tutto quello che da una vita credo di comprendere.

Farò esperimenti da padre, passi fuori tempo, gesti d'amore.

Un giorno lui prenderà tutto questo, lo appallottolerà e inizierà a volare con le sue ali.

E io spero di essere lì a guardarlo, spero di essere lì a capirlo fino in fondo.

Spero che qualcosa, di questa nostra strada che già stiamo affrontando insieme, gli resti nel cuore.

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Matteo è fortunato: ha due bravissimi genitori.
Congratulazioni.
FabP

Anonimo ha detto...

Credo che abbiate vissuto una delle emozioni più forti che la vita possa regalare. Adesso i tempi li detterà lui, sempre al centro dell'attenzione. Imparerete a conoscere giorno dopo giorno quello che al momento è ancora un estraneo. Sarà bellissimo, fatelo insieme e non perdetevi un solo istante. Un bacio a Matteo, a papà Marco e mamma Elisa
Vi voglio bene.
Bartolino.

Padre Tobia ha detto...

Bartolino, così gliela fai troppo facile. Racconta un po' a babbo (o babbeo) Tarozzi le notti insonni, i pannolini, le ministrine sputacchiate e quant'altro.
Insomma: impressioniamolo un po'. Il buon Tarocci, ora, sembra Alice nel paese delle Meraviglie. E il peso della famiglia ricadrà tutto sulla povera signora, che rischia così di avere due bambini. O peggio ancora il tutto rischia di ricadere su chi, quasi quotidianamente, raccoglie di sfoghi di Tarocci. Non oso pensarci

marco tarozzi ha detto...

Grazie a voi per tutto. Anche a Padre Tobia, che fa il burbero ma in fondo so che mi vuol bene. Però uno di questi giorni gli cambio il nome in Grillo Parlante. Chissà, forse ha ragione. Ma non sono i pannolini o le minestrine sparate a mitraglia che mi preoccupano. Semmai, il mondo che ci (lo) aspetta. Fa niente, si va avanti. "Verso una nuova pazzesca avventura sotto i cieli", direbbe Jack. Se non è un'avventura questa...

Padre Tobia ha detto...

E' nato Matteo, evviva Matteo. Ma adesso dobbiamo rimboccarci le maniche e pensare ad altro. Cinismo? Menefreghismo del pupo appena nato? Assolutamente no. Le priorità tarozziane (chissà perché sembrano atmosfere di guareschiana memoria) erano due: il bimbo, ovvero Matteo e il babbo, ovvero il nonno di Matteo. Matteo è nato, la mamma ha muscoli e pazienza a sufficienza. Ora, dopo aver fatto tutti il tifo per Matteo, dobbiamo pensare al nonno. Se il nostro Tarocci, con il passare degli anni, è diventato così (anche se il pizzetto ha qualche punto bianco...) lo si deve al papà, ovvero al nonno, che ha attraversato, diciamo così, un periodo non proprio brillante. La vista di Matteo, siamo sicuri, lo rimetterà in piedi. I genitori sono importanti ma, sono gli stessi genitori a riconoscere che, al giorno d'oggi, senza i genitori dei genitori (ovvero i nonni), si va poco lontano. Mi fanno sorridere (dalla rabbia però) quelle lettere che talvolta arrivano ai giornali, dove persone che non hanno mai il coraggio di firmarsi con il proprio nome, attaccano il giornalista di turno perché, magari, in qualche articolo, ha definito nonno una persona di una certa età. Come se la parola nonno fosse un insulto e non, al contrario, una delle parole più dolci che un bambino possa pronunciare. Chi si offende per la parola nonno deve avere avuto un'infanzia tremenda, con nonni che, anziché le favole, raccontavano storie di mostri o di chissà che cosa.
Perdonaci Matteo, ma con quei piedi da nuotatore dimostri di essere in grande salute. E capirai, perché, adesso la nostra attenzione passerà sul nonno. Un giorno, te lo spiegherà proprio Marco, capirai tante cose. Ma adesso, dopo la felicità della tua nascita, tutti a fare il tifo per il nonno. Di più: vallo a trovare, gli strapperai un sorriso di gioia

giovannino ha detto...

E' vero che le foto dei minori, in questo periodo, fanno subito pensar male (pedofilia o peggio ancora), ma caro Marco, dopo il profilo, vuoi offrire ai tuoi lettori anche un primo piano del piccolo Matteo Federico Zoran Walter Jack Pre, detto Umarel?

il tuo agente letterario ha detto...

Visto che sei prolifico, hai già pensato di scrivere un libro sul futuro del piccolino?
Pensaci, potrebbe essere una bella idea

Archimede ha detto...

Eureka: la famiglia Brambilla, pardon Tarozzi, è tornata a casa. Erano usciti in due (seppur una abbondante) son tornati in tre: miracoli della vita.

Grillo Parlante ha detto...

Tarocci, il Blog è come un figlio. Anzi, come Matteo, visto che più o meno sono coetanei. Non starai mica pensando di abbandonarlo. Dov'è finito il subcombattente Marcos

Antonio Manco ha detto...

Auguri di cuore al neo babbo e alla pazientissima moglie... Ma, soprattutto, Matteo: hai già capito dove sei capitato... In bocca al lupo :-)

marco tarozzi ha detto...

Per tutti,ancora grazie. Per Grillo parlante (alias Padre Tobia...): vai tranquillo, non mollo questo salotto in cui riusciamo a trovarci così spesso. Ho solo appeso il cartello "torno subito"

marco tarozzi ha detto...

Antonio, grazie mille. Beh, se sai che Eli è pazientissima vuol dire che mi conosci bene. Come ha scritto qualcuno qui sopra, ora avrà due bambini per casa...