All'erta sto!
Devo provare a vivere
come fosse un giorno normale.
Stupirmi di un’eclisse di sole,
studiare qualche nuovo accordo
per arricchire il repertorio.
Fingermi creativo,
riempire il curriculum
di nuovi contenuti
per i guardoni di Linkedin.
Devo far finta che intorno
quelli che comandano
con teste incapaci
e gesti raccapriccianti
non stiano correndo al riarmo
alla faccia di tutte le regole,
non firmino decreti
pensando ai droni,
postando marcette di guerra,
fottendosene del mondo,
del clima impazzito,
mandando a puttane
scienza e coscienza.
Devo cantare e ballare
assistendo alla battaglia
dei poveri contro i poveri
che fa tanto godere
quei quattro vecchi rinchiusi
nei loro bunker antiatomici.
Dove creperanno comunque,
anzi dove sono già morti
e non lo sanno.
Devo anche prendermi la briga
di rispondere a chi domanda
“ma chi sei per farmi la morale?
Chi credi di rappresentare,
specie di dannata Cassandra?”
E rispondo, certo.
Nessuno.
Non sono nessuno.
Per questo dico finalmente
il cazzo che mi pare.
Dico, amico mio,
che stai camminando sul crinale
con quella faccia beota
inseguendo deliri
politicamente corretti.
Senza pensare al domani.
Tappando la bocca ai figli.
Passando loro sopra
con i tuoi armamenti sofisticati.
Chiudendo le frontiere,
illudendoti con qualche serratura
di essere al sicuro per sempre.
Coltivando con gusto
la cancrena che sei.
Per questo uso le parole
anche se so che ormai
servono a meno di niente.
Ma io ho solo quest’arma:
le tue sono più potenti
ma ti scoppieranno
sotto al culo.

Commenti