Ripensandoci, è una delle tante eredità che mi ha lasciato mio padre. Giravano per casa certi long-playing che mi hanno acceso la curiosità per i maestri di un cabaret che valeva mille Zelig. Gli emarginati di Jannacci, la storia d'Italia rivisitata dai Gufi. Molta Milano, devo dire. Una Milano che non esiste più, che affrontava negli anni del "boom" la prima, vera integrazione sociale tutta italiana. Non ancora "Milano da bere". Piuttosto da vivere: quella delle latterie-trattorie coi tavolini di plastica, degli artisti di Brera, amata-odiata da Luciano Bianciardi. E infatti si conoscevano tutti: Bianciardi, Jannacci, Intra, Andreasi, i primi geniali Cochi e Renato, il figlio della guardarobiera del mitico Derby, Diego Abatantuono, che già iniziava a salire sul palco. E Beppe Viola , naturalmente. Che poi ho conosciuto meglio innamorandomi dei suoi servizi alla Domenica Sportiva, coi quali entrava in tackle nella sacralità di Mondo Calcio, sfottendo e sorridend...
Commenti