Liberi tutti
E ci piaceva l’idea
di correre a perdifiato
verso la piazza, verso
tutto quel rumore
che stavolta non era cattivo,
non faceva paura,
non si faceva annunciare
dal lamento delle sirene.
E ci piaceva che le strade
non fossero più vuote,
e anche dentro porta
si percepiva l’odore
della campagna, e il profumo
della primavera copriva
l’odore marcio della guerra.
E ci piaceva pensare
che quella voglia di dire,
di camminare nel mezzo
delle strade, di sorriderci,
ecco, che tutto quello fosse
la libertà di cui ci raccontavano,
la libertà scesa dall’Appennino,
la libertà da cui rinascere.
Magari domani, dopo la musica
e qualche bicchiere di troppo,
finalmente di troppo.
Magari aspettando l’alba,
aspettando
chi non sarebbe tornato,
aspettando il prossimo sole
sfacciato, strafottente,
attaccato alla vita come noi.
Magari alla fine di una festa
che sognavamo non finisse più.
(mt)

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