Raccogli una tazza d'acqua dall'oceano. Lì mi troverai.
(Jack Kerouac)
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Forse perché oggi me ne
vado si fanno aperti i giardini e gli alberi bruciano i capelli nel cielo della luce. Forse perché oggi me ne vado tutto entra nel mare delle mie finestre.
Cercavo proprio una foto come questa. Una foto può dire più di mille parole. Da giovedì scorso, quando ho scritto della premiazione di Alex Schwazer a Bologna, pensavo a lui. A Vittorio Visini , che conosco da quando iniziai a frequentare le piste ragazzino, e che del ritorno di Schwazer alla marcia, del suo ritrovarsi, è stato l'artefice insieme a Sandro Damilano. E' Visini che ha voluto il ragazzo, allora nemmeno ventenne, ai Carabinieri nel 2004. Da responsabile del Centro Sportivo Carabinieri. Carica ereditata nel 1984 e orgogliosamente retta fino allo scorso maggio. Quando il luogotenente Visini, un pezzo di storia della marcia e dell'atletica azzurre, con le sue 67 maglie azzurre e tre partecipazioni olimpiche, è andato in pensione. L'Arma lo aveva festeggiato con lungimiranza all'inizio dell'anno. Con una pagina dell'edizione 2008 del famoso calendario. Quella del mese di agosto. Li raffigura insieme, Visini e Schwazer. Il maestro e l'allievo che ...
Perché vivo, Perché vivo. Per la gamba ambrata di una donna bionda appoggiata al muro in pieno sole, per la vela gonfia di un battello del porto, per l’ombra delle tende, il caffè ghiacciato che si beve con la cannuccia, per toccare la sabbia, vedere il fondo dell’acqua che diventa così azzurro, che scende tanto in basso, con i pesci, i pesci tranquilli che pascolano sul fondo, che si librano sopra i capelli delle alghe come uccelli lenti, come uccelli azzurri. Perché vivo. Perché è bello Boris Vian
"…nella polemica con Bonatti e Compagnoni ha sempre guardato dall’alto, con un sorriso. I due mordevano, lui sorrideva. Compagnoni si spartiva la gloria... Gli altri erano giganti della montagna e però bonsai della vita. Lacedelli invece si scrollava di dosso le polemiche come il cane si scrolla l’acqua dal pelo". Mauro Corona ama le frasi a effetto, ama, come dice spesso , "togliere anziché aggiungere, come si fa nella scultura e come si dovrebbe fare nella poesia" . Ricordando Lino Lacedelli , ha detto dell’uomo e dell’alpinista cose molto belle, e giuste. Ma non ha fatto altrettanto su Walter Bonatti . Che non mi pare un "bonsai della vita", ma un uomo di grande rigore morale, di scelte coraggiose che spesso lo hanno isolato, perché il "sentire comune" non sempre sposa gli uomini scomodi. La storia è vecchia, di cinquantacinque anni. Ma è questa, ora lo hanno riconosciuto anche le autirtà della montagna, anche se dopo più di mezzo secolo. Sul...
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