mercoledì 19 agosto 2009

Una bevuta con pa

Oggi mio padre, Giuliano, avrebbe 78 anni. Sono andato a dargli un saluto nel nostro luogo di ritrovo. Una volta a settimana, pranzo veloce prima di andare al lavoro all’Arci Resistenza, a San Lazzaro. Ci piaceva, quel rito. Ritrovarci in mezzo al popolo dei circoli di periferia, tra partite a carte ristorante bocciofila e sala danze, al piano di sopra. Solo che da un anno a questa parte arrivo sempre per primo. Non capitava mai, quando lui c’era. Riuscivo a sentirmi in colpa anche se arrivavo puntuale, perché sapevo che era già lì da almeno dieci minuti. Seduto su quel gradino, vicino al parco dei giochi per bimbi che adesso conosco così bene, perché Matteo mi ha insegnato a frequentarlo.
A mio padre e a mia madre penso spesso in questo periodo, in cui ho a che fare con persone che hanno del mio lavoro (che dovrebbe anche essere il loro) un concetto molto provvisorio. Progetti? Non se ne parla. Idee? Ma per favore. Qualità? Risate. Approfondimenti? E a chi interessano?
Penso a quel che mi hanno insegnato i miei, prima di dire che ho buttato nel cesso venticinque anni di passione e professione. Senza mai tenermi legato, mi hanno legato a loro, a regole che non mi hanno mai imposto, ma esistono e vanno rispettate. Vivere con onestà, guardarsi allo specchio e non sentire l’irrefrenabile desiderio di sputarsi addosso, attraversare la vita con un rigore morale che ti fa sentire una mosca bianca, in questi tempi e su queste terre. Nessun moralismo, per carità. Solo una linea precisa e semplice da seguire, per sentirsi sempre a posto con sé stessi.
Dovrei ringraziarli, Anna e Giuliano? Dovrei essere un po’ risentito, perché non mi hanno mostrato le scorciatoie intorno, che oggi vedo frequentate da tanti? Io dico grazie, qualunque sia il futuro. E a quelli che sputano sul mio lavoro, rispondo col vecchio Jack. "Il vento resituirà lo sputo". Prima o poi.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Il piacere dell'onestà: l'unica cosa che un vero padre può lasciare in eredità al figlio. Quelli come me e te sono stati fortunati, tutto il resto conta zero. Serena

Anonimo ha detto...

Finalmente un tema guareschiano.
Anche se tu lo snobbi un po' spesso Giovannino. Compreso il tuo giornale. So che non è colpa tua ma...
Giovannino

Anonimo ha detto...

Il futuro ce l'avevi fino a quando il giornale era sinonimo di futuro, ovvero Domani. Logico che oggi, trattandosi di semplice Informazione e pensando a come la stessa informazione sia pilotata....
Il polemico

fabio ha detto...

e io che ti aspettavo nel circolo sbagliato!!!

Anonimo ha detto...

Perché Tarocci non interagisci mai?
Il polemico