venerdì 25 marzo 2011

Cara democrazia


Con santa pazienza ho dovuto aspettare. Con quanta buona fede sono stato ad ascoltare.
Cara, cara democrazia, sono stato al tuo gioco anche quando il gioco si era fatto pesante. Cosi mi sento tradito, o sono stato ingannato, mi sento come partito e non ancora approdato.
Sento un vuoto. Sento un vuoto al mio fianco e nessuna certezza messa nero su bianco. Con benedetta arroganza sono stato avvilito. Con quanta leggerezza sono stato alleggerito.
Cara, cara democrazia, cara gemma imperfetta, equazione sbagliata non scritta e mai corretta.
Devotissimi della chiesa, fedelissimi del pallone, nullapensanti della televisione: siamo i ragazzi del coro, le casalinghe sempre d'accordo, e la classe operaia nemmeno me la ricordo.
Democrazie pubblicitarie, democrazie allo stadio, democrazie quotate in borsa, fantademocrazie, libertà autoritarie, libertà ugualitarie, democrazie del lavoro, democrazie del ricordo e della dignità.

Ahi che pessime orchestre, che brutta musica che sento. Qui si secca il fiore e il frutto del nostro tempo. Sono giorni duri, sono giorni bugiardi.
Cara democrazia, ritorna a casa che non é tardi.
Non sai con quanta pazienza ho dovuto aspettare, non sai con quanta buona fede sono stato ad ascoltare.
Sono giorni duri, sono giorni bugiardi.
Cara democrazia, ritorna a casa che non è tardi.

Ivano Fossati

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