Mi faccio domande su quel tipo che sta appartato, quasi fuori scena, segando tronchi a cielo aperto, chissà perché con questo freddo: ce l’avrà una bottega, magari potrebbe passare qualche lavoro a Giuseppe, che ha un’età, un figlio appena nato e conosce il mestiere. Ho visto i Magi inseguire uno scherzo di stella, la coda di stagnola accartocciata, che non fa luce e non ne riflette. Difficile tenere il passo e la strada, scommetto che stavolta arriveranno più lunghi del solito. Ho visto droni volare al posto degli angeli, e figurarsi se quelli una volta che è una annunciano la buona novella. Lo sanno anche i pastori che non bisogna farsi trovare in fila, quando volteggiano da quelle parti. Hai voglia a spiegare che lo fai per fame, perché ti serve una medicina o una tanica d’acqua. C’è un tempo da lupi, fa freddo in quella terra di cartapesta, ma quel neonato se la caverà. La stalla è gelata, ma ci pensano come sempre l’asino e il bue. Qui e adess...