Ci siamo arrivati, amico mio...




Un anno fa, inizio luglio a Kardamyli.
Non lo sapevo che pochi chilometri più su, sulle strade che salgono al Taigeto, c’era Bruce Chatwin.
Le sue ceneri, che riposano all’ombra di un ulivo, accanto a una chiesetta bizantina appena fuori Exochori, un borgo di appena settanta anime.
Me lo scrivesti tu, sotto un post dove avevo messo qualche foto di quel luogo incantato: «Sei in buona compagnia, tra Paddy Fermor e Bruce…»
Ne sapevi di storie sulla Grecia, e ne sapevi tante altre…
Un mese dopo te ne eri andato.  Non abbiamo neppure fatto in tempo a riparlarne.
Non c’ero riuscito, a salire fin lassù, dovevo ripartire la mattina dopo. Ma ormai avevo deciso.
Ci sono tornato, a Kardamyli, nell’ennesimo vagabondaggio nel Mani. Sono salito a Exochori prima del tramonto. Ho trovato tutto: la stradina alla fine del paese, l’uliveto, la chiesa. Quel senso di pace, e il golfo di Messenia laggiù…
Non so sotto quale ulivo sia Bruce: non voleva si sapesse e Paddy, che lo portò fin lassù, mantenne il segreto.
Però c’è.
E penso che quel giorno, nemmeno un mese fa, ci fossi anche tu.
Noi camminiamo nel vento, e in qualche modo proviamo a lasciare un segno del passaggio.
Ti saluto, Marine. Un anno che non ci sei eppure ci sei.




 

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