Liberi tutti
E ci piaceva l’idea di correre a perdifiato verso la piazza, verso tutto quel rumore che stavolta non era cattivo, non faceva paura, non si faceva annunciare dal lamento delle sirene. E ci piaceva che le strade non fossero più vuote, e anche dentro porta si percepiva l’odore della campagna, e il profumo della primavera copriva l’odore marcio della guerra. E ci piaceva pensare che quella voglia di dire, di camminare nel mezzo delle strade, di sorriderci, ecco, che tutto quello fosse la libertà di cui ci raccontavano, la libertà scesa dall’Appennino, la libertà da cui rinascere. Magari domani, dopo la musica e qualche bicchiere di troppo, finalmente di troppo. Magari aspettando l’alba, aspettando chi non sarebbe tornato, aspettando il prossimo sole sfacciato, strafottente, attaccato alla vita come noi. Magari alla fine di una festa che sognavamo non finisse più. (mt)