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Visualizzazione dei post da luglio, 2026

Go raibh maigh agat, Glen

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Forse è davvero un segnale. È il tempo in cui si spengono le stelle. In cui si inaridiscono i cuori. Le strade si riempiono di gente che grida, che prevarica, che odia. Non c’è spazio per chi si ferma a pensare agli altri. Per chi tende la mano, abbraccia e si commuove. Non c’è spazio per la musica suonata per strada a voce alta, graffiando forte la chitarra. Che tanto è nata per quello, non per invecchiare in un museo. È il mondo di chi uccide. Per gioco o per potere. Di chi calpesta le regole e le vite. Di chi educa al terrore e al silenzio. Quando muore un poeta, pochi fanno caso a quello che porta via con sé, alle stanze che si svuotano dei ricordi della memoria. Ai muri che non raccontano più niente.  

Di buona volontà

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È bellissimo che sia nata un’iniziativa come questa. Che sia nata da grandi professionisti, in una città dove “volontariato” è ancora una parola preziosa, in un rione che ha bisogno di respirare aria pulita. Che ci sia ancora gente spinta dalla passione a fare e a dare. E al tempo stesso è triste che ci si debba affidare alla buona volontà, in un Paese che non trova risorse per la sanità, per gli emarginati e gli ultimi, per trasmettere valori e cultura magari a chi contro gli ultimi organizza raid della morte in pacifiche cittadine della Riviera.  “Non ce lo dicono”, stavolta sì e alla faccia delle scie chimiche, oppure ce lo dicono sottovoce che c’è sempre più gente che muore per una tac in ritardo, per una visita specialistica mancata, per un controllo non fatto per permettersi un paio di spese in più al supermercato.  Intanto il baccano copre i silenzi e la disperazione, e arriva dritto alla pancia.

Prima che il gallo canti

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  Ho un sapore orribile in bocca, mi sento sporco… Mi capita sempre quando cerco un assassino… o un traditore. Non mi abituerò mai a ‘sta cosa. Soprattutto quando traditori e assassini ce li hai dentro casa. E ti colpiscono al fianco, dove sei più vulnerabile, e il dolore è doppio. ...Pensa che mi fidavo di te… passo dopo passo, giorno dopo giorno, mi sono sempre… fidato di più…È una cosa strana per me, perché non mi fido mai di nessuno… (Rocco Schiavone)   Un qualsiasi 3 luglio… un ufficio postale, un contenitore di frutta da consumare d’estate, uno sguardo che sfugge e forse si vergogna…